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  • Dr. Wayne Steiner

TROPPA TENSIONE: GUARDATI LE SPALLE

Gli psicologi lo sanno da molto tempo. Si esprime esteriormente quello che si sente dentro. Riuscire a capire realmente lo stato d’animo e le reazioni del paziente è fondamentale per avviare una terapia adeguata. In realtà l’interpretazione del linguaggio del corpo è una pratica quotidiana usata da tutti nei rapporti interpersonali, ma il più delle volte a livello subconscio. I non addetti ai lavori percepiscono questi segnali senza accorgersene e li uniscono con la comunicazione verbale per trarre delle conclusioni, infine per capire.


Circa il 7% di tutte le informazioni che ci arrivano durante un discorso viene dalle parole. L’ antropologo Albert Mehrabian ha scoperto che un altro 38% deriva dal tono della voce e il rimanente 55% è costituito dal linguaggio del corpo. I gesti danno enfasi alle parole, spesso le sostituiscono, a volte esprimono il contrario. L’informazione che si ottiene durante un colloquio con il paziente aiuta a capire sia la natura della malattia, sia il suo atteggiamento verso la malattia. A noi chiropratici certi comportamenti rivelano più di quanto il paziente dice. Le persone stressate che soffrono di cefalee muscolo-tensive vengono identificate dalle spalle quadrate ed elevate da contrattura “protettiva” dei muscoli trapezi. I depressi si presentano con una ipercifosi dorsale e le spalle curve in avanti.


Avere indizi circa la psico-emotività del paziente è sempre un buon punto di partenza per qualsiasi tipo di cura. Ovviamente, ci si riferisce a soggetti senza limitazioni fisiche dovute a patologia vera e propria, che riducono la capacità di assumere una postura normale. Tuttavia va sottolineato che la forma segue la funzione e quindi chi persiste a mantenere posizioni errate, corre il rischio di compromettere in maniera permanente la funzionalità della colonna vertebrale. Dato che un’alta percentuale dei pazienti che si rivolge ai chiropratici lo fa per problemi associati sia allo stress che alla depressione (cefalee, dolori al collo, vertigini e spossatezza), l’occhio clinico diventa un alleato indispensabile. Bisogna osservare il paziente sin dal momento in cui si alza in piedi nella sala d’attesa, guardare come si muove, come cammina. La Psiconeuroimmunologia ha confermato la stretta correlazione tra la psiche e le difese naturali del nostro corpo e la posturologia applica questo concetto in reciprocità. Se lo stato mentale può influire sulla salute, e manifestarsi nel portamento, si può dedurre che migliorando la postura si determinino cambiamenti positivi anche a livello psichico.


Dr. Wayne M. Steiner, Chiropratico


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