Cerca
  • Dr. Wayne Steiner

KINESIOLOGIA APPLICATA

Capita sempre più spesso che durante una visita chiropratica, medica, oppure odontoiatrica venga utilizzato il test muscolare. Per il Kinesiologo, questo rappresenta lo strumento diagnostico basilare. Insieme ad altre indagini cliniche e strumentali aiuta a formare una diagnosi operativa su cui si può avviare una terapia adeguata.

Il test muscolare rappresenta una via di accesso rapida ad informazione spesso non rilevabile con altri metodi. Permette di controllare le reazioni ai vari stimoli in tempo reale, ovvero immediate. II semplice cambiamento della forza muscolare quando vengono modificati i vari parametri da testare, indica la positività del test. Con i test Kinesiologici si può effettuare uno screening generale che permette di individuare una disfunzione organica, anche sub-clinica, ossia prima che diventino riscontrabili con altri mezzi diagnostici. Appena identificata la noxa, possono essere provati e scelti diversi metodi terapeutici.


La Kinesiologia Applicata é stata inventata ed elaborata dal Dr. George Goodheart, un Chiropratico Americano, negli anni sessanta. Lui osservo che la forza muscolare cambiava in relazione ai vari stimoli introdotti durante la visita clinica. Sia il muscolo debole che quello forte cambiavano il loro stato quando erano testati in relazione alle varie patologie neuro-muscolari, muscolo-schletriche, e neuro-fisiologiche. Questa scoperta ha segnato |’inizio della Kinesiologia Applicata ; il test muscolare come elemento diagnostico. Altre scoperte ed elaborazioni hanno permesso alla Kinesiologia Applicata di diventare anche una tecnica terapeutica.


La scoperta della TL (Test di Localizzazione o Localizzazione Terapeutica), che consiste nell’ auto-contatto manuale, ha consentito di individuare esattamente dove si trova un particolare problema. La Challange (Sfida) da la possibilità di provare diversi tipi di correzioni finché non viene accertata la vera causa della problema. Per il Chiropratico, la Kinesiologia Applicata non cambia necessariamente il tipo di trattamenti, però fornisce un valido strumento di controllo anche post-intervento, ovvero dopo il trattamento.


Estrema importanza viene data alla postura e alla deambulazione nella Kinesiologia Applicata. II modo in cui il paziente riesce a stare fermo ed eretto in piedi e come cammina sono punti cardinali per il Kinesiologo. Dal punto di vista muscolo-scheletrico, ci da già idei preziose circa lo stato globale del paziente. Attraverso la catena muscolare, (la interconnessione, appunto, catena dei gruppi muscolari), una piccola patologia ritenuta di importanza irrisoria, può causare patologie molto più severe in zone lontane della patologia primaria. Un esempio é quello del piede piatto che crea una dismetria a livello del bacino che a sua volta provoca una deviazione laterale della colonna vertebrale, tipo scoliotica. Per compensare, schiave alle leggi della fisica, quale il baricentro, il corpo deve utilizzare la testa come contrappeso contraendo la muscolatura del collo ai fini di creare un certo equilibro, anche se precario. Questo meccanismo finale, a lungo andare può fare nascere una cefalea muscolo-tensiva, e finché non viene rettificato il piede, il mal di testa è destinato a diventare recidivo.


Altre novità in materia Kinesiologica sono emerse nel campo Odontoiatrico. Con |’ ormai conosciuto Test di Meersseman, sviluppato dal Chiropratico Jean-Pierre Meersseman, adesso si riesce a distinguere tra patologie di nature ascendente e di quelle discendente. I problemi ascendenti sono squilibri muscolo-scheletrici che seguendo verso l’alto la catena muscolare, possono creare problemi stomatognatici, ossia del complesso denti-mandibola-lingua. Per esempio una scoliosi, piedi cavi o piatti, persino una semplice distorsione del ginocchio o della caviglia possono provocare danni al livello dentale. Contrariamente, disfunzione di natura discendente tipo malocclusione, problemi di masticazione e deglutizione, e lavori dentistici non precisi, potrebbero dare luogo ad alterazioni strutturali e funzionali della colonna vertebrale, sempre attraverso la catena muscolare.


Perciò resta essenziale stabilire dove nasce il problema per poter intervenire direttamente sulla causa e non sull’ effetto.


Dr. Wayne M. Steiner, Chiropratico

0 commenti

Post recenti

Mostra tutti