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  • Dr. Wayne Steiner

CHIROPRATICA E LA PREVENZIONE: IL FRUTTO PROIBITO

“Una mela al giorno, toglie il medico di torno.” Se fosse vero, non farei il Chiropratico, bensì il fruttivendolo.


Chi ha coniato quella frase forse non aveva capito quanto fosse profonda nella sua semplicità. In realtà la prevenzione non è una cosa complessa, è invece qualcosa di relativa semplicità che sfrutta più il senso comune che la tecnologia elettro-medica. Finchè non ne hai bisogno, non sai neppure cosa sono i potenziali evocati, la risonanza magnetica nucleare oppure un eco-doppler T.S.A.

Quando hai la possibilità di conoscerli, il più delle volte, sei già malato. La loro utilità in caso di malattia è indispensabile, però faremmo ben volentieri a meno di farne le loro conoscenze.


Le regole della prevenzione sono piuttosto facili, le abbiamo sentite sin dalla tenera età: mangiare sano e in modo equilibrato, dormire a sufficienza, non fumare, fare attenzione ad attraversare la strada, eccetera, eccetera… il problema è sempre stato come metterle in atto. La vita moderna l’ha resa un’impresa ardua. Mangiamo spesso come capita, dormiamo quando possiamo, respiriamo fumo anche indirettamente e attraversare la strada è diventato come giocare alla roulette russa!


La profilassi sanitaria non è solo il controllo annuale dal dentista oppure gli esami di laboratorio prescritti dal medico con scadenze biennali. Essi hanno la loro importanza, però la miglior tutela della salute viene dalla corretta impostazione della vita quotidiana. In pratica parliamo di scelte e decisioni, alcune grandi, altre piccole, però tutte influenti sulla qualità della nostra vita.


Noi, nelle vesti di Chiropratici, dobbiamo analizzare e comprendere la problematica individuale e di conseguenza consigliare ai nostri pazienti in base alle relazioni tra la loro patologia e le loro abitudini quotidiane. Spesso i consigli sono talmente elementari da sembrare quasi irrisori (ad esempio il paziente con il torcicollo recidivo che deve smettere di dormire prono con conseguente rotazione laterale del capo per respirare; l’impiegata con la stessa patologia che lavora otto ore al giorno guardando lo schermo del computer decentrato e dislocato in basso; c’è anche chi passa la giornata in auto accumulando migliaia di chilometri annui e centinaia giornalieri senza fare soste e si lamenta del mal di schiena. Basterebbe qualche breve sosta per ovviare il problema). Spesso è necessario fare solo dei compromessi. Il paziente che deve continuare a fare un lavoro sedentario deve cercare di contrastare gli effetti negativi inerenti alla scorretta postura lavorativa con un minimo di attività fisica (sarebbero sufficienti dieci minuti al giorno).


Non possiamo e non vogliamo sconvolgere la vita di nessuno impostando regole e divieti che non possono essere seguiti. Cerchiamo invece di modificare quei comportamenti che mettono il paziente a rischio, ammalandosi o facendosi male.

La maggioranza dei nostri casi riguardano patologie croniche con episodi acuti. Con questi pazienti la vera chiave del loro disturbo va ricercata nelle loro abitudini più frequenti e ripetitive.


Per problemi cervicali:

· Dormire prono

· Sdraiarsi sul divano a guardare la TV

· Studiare sdraiato per terra

· Cucire o lavorare a maglia con la testa china a lungo

· Guidare con lo schienale della macchina troppo inclinato

· Lavorare in posizioni ergonomicamente scorrette


Per problemi lombari:

· Sedersi a lungo in posizioni ergonomicamente scorrette

· Alzare pesi senza flettere le gambe

· Portare tacchi troppo alti

· Usare scarpe di qualsiasi tipo inadatte alla deambulazione

· Per gli atleti: riscaldarsi poco o in maniera approssimativa

Tutte queste attività, sia cervicali che lombari, con il passare del tempo possono portare ad una disfunzione segmentaria cronica ma relativamente asintomatica. Poi arriva quella volta in più e, come “la goccia che fa traboccare il vaso”, ci troviamo con il torcicollo oppure con il “colpo della strega”.


La Chiropratica tenta di intervenire su più fronti. In primo luogo con la manipolazione vertebrale per dare la possibilità al corpo di guarirsi, secondariamente consigliando al paziente il modo per mantenere quell’equilibrio chiamato salute.

Costa meno prevenire che curare, sia in termini monetari, sia di sofferenza.


Dr. Wayne M. Steiner, Chiropratico

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